Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ci ho pensato un po’ su e…
Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno ed ascoltato di più.
Non avrei rinunciato ad invitare a cena gli amici soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta.
Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso.
Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza.
Non avrei mai preteso in un giorno di estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perché avevo appena fatto la messa in piega.
Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L’avrei consumata io a forza di accenderla.
Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d’erba sui vestiti.
Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita.
Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito.
Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro, quasi che, mancando io dall’ufficio, il mondo si sarebbe fermato.
Invece di non vedere l’ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo.
A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: “Su, su, basta. Và a lavarti che la cena è pronta”.
Avrei detto più spesso: “Ti voglio bene” e meno spesso: “Mi dispiace”…ma soprattutto, potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto…lo guarderei fino a vederlo veramente…lo vivrei…e non lo restituirei mai più.
Erma Bombeck
Benvenuti...
...a tutti, fate proprio come foste a casa vostra!! Chi rompe paga e chi sporca...pulisce.
giovedì 22 ottobre 2009
mercoledì 21 ottobre 2009
Giardinaggio
I giorni autunnali di ottobre e novembre sono i giorni ideali per piantare i bulbi di tulipano, giacinto ecc...L'operazione non è molto complicata, basta avere un bel vaso capiente, terriccio, e bulbi pronti da paintare.
Se si ha più di un bulbo si possono piantare nello stesso vado a una distanza, l'uno dall'altro di circa 5 cm. Deciso questo prendiamo il nostro vaso, mettiamo un pò di terra sul fondo piazziamo i bulbi a circa 15 cm di profondità e copriamo con la terra. A questo punto, si annaffia abbondantemente. L'attenzione che dobbiamo avere è che i bulbi non hanno bisogno di molta acqua nella loro fase vegetativa (inverno), circa una volta al mese.Le annaffiature andranno intensificate quando spunteranno i primi germogli.
Se il vaso vienen tenuto in casa o in una stanza con poca luce, teoricamente si dovrebbero vedere i primi germogli in Gennaio/Febbraio. In situazioni normali i bulbi fioriranno in primavera.
Buon giardinaggio a tutti!
lunedì 28 settembre 2009
Che sorpresa!!!
Che bello trovare la tua sorpresa, GRAZIE!!!!!!!
Non mi è costato niente venire giu' a trovarvi perchè la nostalgia era tanta e avevo un pò le pile scariche ma grazie a VOI mi sono proprio rigenerata..l'aria mugellana è speciale.
Sono contenta della vita vissuta in quei del mugello perchè ho avuto la fortuna di incontrare delle persone come voi...ci siete sempre e anche se il tempo passa quando ci si incontra è come se fossimo rimaste sempre allo stesso punto...Ovviamente i cambiamenti nel gruppo ci sono eccome, Jacopillo ne è un'esempio.
Colgo l'occasione per complimentarmi con lui perchè ieri è stato bravissimo, ma siamo sicuri che sia umano e soprattutto, che sia figlio della Roby???
Non ti nascondo che la mattana di sconvelgere di nuovo la mia vita per ritornare da voi la potrei fare....mai dire mai con me.
Intanto vi aspetto nella Val Trebbia che è la Valle piu' bella del mondo..."Hemingway"!
Un abbraccio
Silvia
Non mi è costato niente venire giu' a trovarvi perchè la nostalgia era tanta e avevo un pò le pile scariche ma grazie a VOI mi sono proprio rigenerata..l'aria mugellana è speciale.
Sono contenta della vita vissuta in quei del mugello perchè ho avuto la fortuna di incontrare delle persone come voi...ci siete sempre e anche se il tempo passa quando ci si incontra è come se fossimo rimaste sempre allo stesso punto...Ovviamente i cambiamenti nel gruppo ci sono eccome, Jacopillo ne è un'esempio.
Colgo l'occasione per complimentarmi con lui perchè ieri è stato bravissimo, ma siamo sicuri che sia umano e soprattutto, che sia figlio della Roby???
Non ti nascondo che la mattana di sconvelgere di nuovo la mia vita per ritornare da voi la potrei fare....mai dire mai con me.
Intanto vi aspetto nella Val Trebbia che è la Valle piu' bella del mondo..."Hemingway"!
Un abbraccio
Silvia
Una domenica di autunno
Era un po' che non vi raccontavo cosa ho fatto di bello. 
Bhe l'occasione è venuta con la spendida giornata che abbiamo avuto domenica scorsa.
Complice il bel tempo io e Roberta abbiamo avuto una piacevole visita.
Infatti direttamente dal NORD è venuta a trovarci Silvia con Frida.
Bhe l'occasione è venuta con la spendida giornata che abbiamo avuto domenica scorsa.
Complice il bel tempo io e Roberta abbiamo avuto una piacevole visita.
Infatti direttamente dal NORD è venuta a trovarci Silvia con Frida.
Abbiamo fatto una bella passeggiatina nella pineta di Scarperia vicino all'autodromo, e poi a mangiare i famosi tortelli mugellani insime a Fabrizio che, occupato come sempre con le sue radiocronache calcistiche, ha dovuto mangiare tutto di corsa altrimenti faceva tardi.
: ))
: ))
Bhe Silvia, che ti diciamo grazie di esser venuta e giù e l'offerta del casolare da rimettere e dividere in tre parti c'è sempre. Non sia mai ti venisse volgia di riscombinare la tua vita, noi ti aspettiamo.
Silvia
P.S. Weh..non far la pazza sai! E non scombinare nulla. Ti ho vista proprio felice ne sono contenta!!
venerdì 18 settembre 2009
domenica 13 settembre 2009
domenica 23 agosto 2009
Un fiume di emozioni....

Ore 4.45 la sveglia suona e mi tira giù dal letto. D’altro canto sono io che le ho detto di fare così, quindi non posso prendermela con nessuno. Fuori è ancora buio, ed il sole si riposa, ancora per poco, sotto l’orizzonte e sembra quasi durare fatica a venir fuori. Preparo il cafè : tanto, forte e nero. Non che ne abbia bisogno, ma è più un’abitudine che una vera e propria necessità, ma stamattina è quasi inutile, sono già molto pimpante di mio. In garage tutto è pronto. La mia Seat Leon nera, mi aspetta, come un cane aspetta il padrone per la giratina mattutina o la scorrazzata per i campi. Lei sta lì con il suo carico di canne tirate a lustro, mulinelli con il filo nuovo ed a cui ho fatto una buona ricarica di grafite, esce e pastura, sono riposte in un contenitore separato. Guadino...presente, retino capiente...idem, mentre l'attrezzatura è tutta riposta con la solita metodica sequenza, nella immancabile cassetta verde. In alto a sinistra ci sono gli ami per barbi e cavedani, poi quelli per le trote ed infine il settore dei “mostri” : gli ami da carpa! Veri e propri ganci forgiati a punta chimica, neri e con punte affilate come bisturi. Si parte. Arrivo sul posto, che già in passato mi ha dato delle belle soddisfazioni e che vorrei continuare a pensarlo così, quindi oggi lo metterò di nuovo alla prova. Alberi enormi sovrastano la riva ed altri delle stesse dimensioni me li trovo sull’altra sponda a circa 30 metri da me. Un tunnel di verde, mi assicurerà una bella ombra nei momenti più caldi della giornata e la riva sabbiosa un posto ottimale dove sistemare le mie cose ed il lettino. Ci sono solo io ed il fiume. Intorno solo i rumori dell’acqua che scorre veloce poco più a monte e rallenta sonnacchiosa nella zona davanti al mio punto di pesca. Per tutto questo c’è solo una parola : PERFETTO ! Inizio il solito rituale. Mossa numero uno : la pastura ! La preparo con dovizia di particolari, inclusi alcuni attrattori alla vaniglia che mi sono procurato. Palle grandi come arance, sferzano l’aria ancora fresca della mattina, e cadono con un rumore sordo a due terzi della larghezza del fiume. Una…due…tre, tutte in rapida sequenza, circoscrivono una zona chiamata in gergo “la ciotola”, dove spero che qualche carpa voglia venire a fare colazione. La prima canna è già pronta dalla sera prima. Lancio e piazzo in posizione che il filo si tenda quel tanto che basta perché un minimo movimento possa darmi l’avviso del campanello. Con la prima canna già in pesca, inizio a montare la seconda. Sono veloce, rapido, preciso. Conosco tre o quattro montature che vanno bene per la carpa in fiume, ma io ho sempre la stessa che mi da solide garanzie. Piazzo anche la seconda canna ed apro il mio lettino. Qualche tempo fa a questo punto, mi sarei acceso una sigaretta, ma da un anno ho mollato il pacchetto, guadagnandone in salute e prendendo qualche chilo di troppo. Ma si sa che la moglie briaca e la botte piena, non ce l’avrà mai nessuno ! Mi sdraio ed ascolto la pace di una mattinata che, già per il solo fatto di essere assaporata, è una grandissima mattinata. Sono le 7.00, il campanello della prima canna, inizia a strillare come nemmeno un allarme antincendio. Scatto in avanti ed afferro la canna che stava già scivolando verso il fiume. Ferro deciso, e sento la frizione che fa scivolare via il filo. Agganciata !! Tento un primo recupero, ma per un metro di filo che guadagno, ne perdo quasi due. Forzo un po’stingendo la frizione. La carpa riparte a spron battuto, mollo di nuovo filo alla combattività del pesce, allentando la frizione. Andiamo avanti così per circa quindici minuti. Una volta guadagno filo, una volta lo perdo ed ancora non ho visto cosa ho agganciato. So che è una carpa, si riconosce dal modo di spingere, ma non so se è una “a specchi” o una “regina”. Passa qualche minuto ancora e sento che la sua forza sta venendo meno. Recupero filo, afferro il guadino e lo metto in acqua. La carpa mette fuori la testa. E’ una regina ! Entra, non con poche difficoltà nel guadino, e duro un po’ di fatica a tenere la canna in alto, con una mano ed il guadino nell’altra. Alla fine riesco ad arenarla sulla riva. E’ bella, lunga, panciuta con una pinna posteriore larga una spanna se non di più. La slamo, la peso e la misuro. Il dinamometro si ferma a 6 Kg e 250g ed una lunghezza di 71 cm. Ancora una volta il mio posto, non mi ha tradito ! Devo aspettare altre tre otre ed alle ore 10.15 una carpa a specchi di 3 Kg e 300 gr per 56 cm di lunghezza, finisce a fare compagnia all’altra che se ne sta buona buona nel retino. La giornata passa con altre due partenze infruttuose ed una carpa strappata di brutto, pur montando un filo del 20. Faccio un po’ di foto con il cellulare ed un paio di video che metto su Facebook. E’ l’ora di tornare a casa. Riprendo le mie due catture, che all’inizio scodano come pazze, ma quando sentono che la costrizione del retino è sparita, riprendono piano piano il largo del fiume, riacquistando quella libertà che meritano. Forse queste due carpe saranno di nuovo protagoniste di racconti così, ma sta di fatto che, se qualcun’altro godrà del piacere del combattimento con questi magnifici pesci, spero si ricordi che lasciarle nel loro habitat è sicuramente il gesto più onorevole che un vero pescatore può fare. Saluti a tutti e…alla prossima avventura.
martedì 18 agosto 2009
Crop Circles - "Le anomalie"
Le manifestazioni sempre più numerose dei crop circles, hanno portato gruppi di studiosi a cercar di capire se questi pittogrammi fossero dei falsi (ovvero di natura umana) o autentici (di altra natura).In alcuni casi, sono state trovate delle così dette anomalie.
In alcuni cerchi infatti, gli steli sembrano essere piegati appena sotto una delle giunture, si è osservato che la crescita degli steli curvati continua anche nella nuova disposizione orizzontale, e sono stati trovati insetti morti attaccati per il rostro, nodi esplosi, nodi più grandi del dovuto e bruciature.Al contrario il grano piegato "artificialmente" presenta inconfondibilmente una rottura in un punto del gambo e nessuna presenza di insetti morti.

Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) afferma che la piegatura nelle giunture, è un fenomeno del tutto normale: gli steli dei cereali reagiscono alle rotture allungandosi nel punto critico alle prime luci del giorno riuscendo addirittura a proseguire la crescita. Viene anche sottilineato quanto certi meccanismi biologici siano complessi e che ci possono esser molte ragioni di questo allungamento (studi ancora in corso).
Secondo questo gruppo di persone l'anomalia delle mosche (insetti) morte è da imputare a un fungo dal nome "Entomophthora muscae" che può infettare le mosche e causare quel tipo di fenomenologia.
Insomma il mistero continua....
lunedì 17 agosto 2009
Crop Circles - Il Fenomeno
I cerchi nel grano (in inglese Crop Circles) sono aree coltivate (cereali o simili) in cui le piante appiono appiattite a formare disegni (in maggioranza di forma geometrica).Le prime apparizioni di questo strano fenomeno si sono registrate negli anni ’70, a seguito del numero sempre maggiore di avvistamenti degli ultimi anni, il fenomeno crop circles è diveuto oggetto di indagine.
Ovviamente le teorie sono state le più disparate, dalla spiegazione naturale (cioè si tratta di figure create dall'uomo) a quella paranormale a quella ufologica.
Intorno al 1991 due inglesi Doug Bower e Dave Chorley, affermarono che avevano iniziato a creare dei cerchi nel grano, per far credere che fossero atterrati dei dischi volanti e dimostrarono ai giornalisti come era possibile creare quei cerchi in poco tempo e con un'attrezzatura rudimentale. Il loro primo cerchio risalirebbe al 1978, ma la burla non ebbe molto successo e due anni dopo riprovarono in un posto più visibile, ottenendo finalmente l'attenzione della stampa.
Fu obbiettato loro che non potevano essere gli autori del numero sempre crescenti di cerchi che stavano apparendo in Inghilterra, ma loro replicarono con la spiegazione dell’imazione (quelli che oggi vengono defini circle makers).
Tuttavia questi fatti non soddisfecero del tutto chi credeva nell'origine aliena o ad altre spiegazioni, sostenendo per esempio che le spighe erano spezzate nel caso dei falsi e non piegate (ovvero fuse nel punto di piegatura, con le cellule scoppiate per l'irraggiamento con microonde) nei casi ritenuti autentici e il dibattito e le speculazioni sull'origine del fenomeno continuarono
martedì 11 agosto 2009
Se fosse una trasmissione TV...
...sarebbe VOYAGER.
Eh si cari amici, le mie vacanze appena finite non le posso altro che definire così.
La destinazione, per chi non lo sapeva era l'Inghilterra, alla faccia della suina (in realtà devo passare indenne almeno domani per esser sicura di non averla contratta).
Non siamo andati a Londra...troppo banale. Siamo stati nello Wiltshire (Sud Inghilterra), tra cerchi nel grano, Stonehenge, il percorso iniziatico del TOR, tomba di Re Artu, pozzo in cui si dice sia stato nascosto niente meno che il santo Grall...vi basta?
La cosa stupefacente è che tutte le cose sopra elencate le abbiamo viste con i nostri occhi!
Credo che la più stupefacente di tutte siano stati i cerchi nel grano, non pensavo che fosse possibile riuscire a trovarli, per svariate ragioni.
La prima il periodo, in Inghilterra il grano viene mietuto prima che in Italia e infatti i primi cerchi iniziano ad apparire a maggio.
Seconda perchè se anche ce ne fossero stati alcuni, l'Inghilterra è grande e come avremmo fatto a vedere un crop circle? Forse con un piper?
Niente di tutto ciò. Dobbiamo ringraziare Giuseppe (il nostro compagno di viaggio) sempre esperto di cose Misteriose ci ha portato alla ricerca di un pub improbabile dove si dice che si incontrino i "crop makers". Bhe abbiamo trovato il pub (lo troverete nelle foto..giusto per darvi l'idea del poso!!!) e li una coppia improbabile di 60enni mi ha dato le indicazioni stradali per arrivare ai cerchi nel grano di quella zona.
Ora raccontato così sembra una cosa pubblica, ma in realtà non è affatto così...anche perchè non si sa chi li faccia e come li faccia quindi quando appaiono sembra che li tengano sotto controllo (dedicherò un articolo a questo).
Insomma giudicate voi dalle foto se è stata una vacanza avvincente.
Eh si cari amici, le mie vacanze appena finite non le posso altro che definire così.
La destinazione, per chi non lo sapeva era l'Inghilterra, alla faccia della suina (in realtà devo passare indenne almeno domani per esser sicura di non averla contratta).
Non siamo andati a Londra...troppo banale. Siamo stati nello Wiltshire (Sud Inghilterra), tra cerchi nel grano, Stonehenge, il percorso iniziatico del TOR, tomba di Re Artu, pozzo in cui si dice sia stato nascosto niente meno che il santo Grall...vi basta?
La cosa stupefacente è che tutte le cose sopra elencate le abbiamo viste con i nostri occhi!
Credo che la più stupefacente di tutte siano stati i cerchi nel grano, non pensavo che fosse possibile riuscire a trovarli, per svariate ragioni.
La prima il periodo, in Inghilterra il grano viene mietuto prima che in Italia e infatti i primi cerchi iniziano ad apparire a maggio.
Seconda perchè se anche ce ne fossero stati alcuni, l'Inghilterra è grande e come avremmo fatto a vedere un crop circle? Forse con un piper?
Niente di tutto ciò. Dobbiamo ringraziare Giuseppe (il nostro compagno di viaggio) sempre esperto di cose Misteriose ci ha portato alla ricerca di un pub improbabile dove si dice che si incontrino i "crop makers". Bhe abbiamo trovato il pub (lo troverete nelle foto..giusto per darvi l'idea del poso!!!) e li una coppia improbabile di 60enni mi ha dato le indicazioni stradali per arrivare ai cerchi nel grano di quella zona.
Ora raccontato così sembra una cosa pubblica, ma in realtà non è affatto così...anche perchè non si sa chi li faccia e come li faccia quindi quando appaiono sembra che li tengano sotto controllo (dedicherò un articolo a questo).
Insomma giudicate voi dalle foto se è stata una vacanza avvincente.
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